Carmelo Micalizzi

Nasce a Catania, sin dalla piu’ tenera eta’ dimostra un forte attaccamento per la pittura e per l’arte in generale. Dotato di buone capacita’ espressive, inizia a frequentare botteghe di pittori della sua citta’, sempre sospinto da un vivo interesse nell’ apprendere.

Virginio, fratello maggiore di Carmelo, lo metta a bottega in un laboratorio di pittura dell’ Opera dei Pupi, ed in questo mondo fantastico, carico di suggestioni impara le prime nozioni sulle tecniche della pittura all’ acqua e del disegno a carbonella in particolare. Lavora poi, come garzone, presso maestri restauratori, doratori e affreschisti locali, dotati di forte personalita’ quali: Rimini, Giuffrida, Mirabella, Villani ed altri, con I quali approfondisce le sue esperienze cognitive e pratiche. Le ristrettezze economiche familiari lo portano, ancora giovanissimo, a lavorare in laboratori pubblicitari che, grazie alle esperienze gia acquisite e alle non comuni capacita’ creative, gli vengano presto affidati lavori per manifesti e cartelloni di dimensioni piuttosto vaste, per la raffigurazione di scene di films e altri soggetti.
Negli anni ‘50 si reca a Milano per lavori alla Fiera Campionaria e da amici viene presentato nello studio di Nicola Benois, in via Paravia, dove saltuariamente prestera’ la sua opera nella realizzazione, di lavori scenografici. Questa nuova esperienza gli consente di iniziare l’attivita’ scenografica per alcune compagnie teatrali in Sicilia. Sul finire degli anni ’50 si reca in Canada, nella citta’ di Windsor nell’ Ontario, con un contratto di lavoro presso l’Art Department della Summer Printing and Publishing Co.
Ritornato in Sicilia e’ presente nell’attivita’ artistica della sua citta’ e partecipa attivamente a molte rassegne. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Catania. Frequenta la scuola di ‘libero e nudo’ di Brera. Si iscrive nella stessa Accademia, ma presto abbandona gli studi e si dedicata all’insegnamento del disegno e della  Storia dell’Arte in Scuole Pubbliche. Nel 1970, Giuseppe Migneco tiene a battesimo la sua prima personale alla galleria F.Schettini di Milano, il quale lo invita nel suo studio di via Senato e sara’ quasi sempre presente alle sue mostre di Milano. Nella stessa circostanza conosce il collezionista Ugo Ferrari e il mercante Stefano De Ponti con i quali avvia un intenso rapporto di lavoro.

Si dira’ che Micalizzi si e’ sempre ispirato alla sua terra, la Sicilia. Le sue opere raccontano con verita la storia, la cultura, le tradizioni, le contradizioni, e soprattutto, quella sorta di ‘fatalismo’ accetato quale ineluttabile, ancestrale destino.

I cicli piu importanti trattati dal 1987 al 1989 sono:

‘Barocco e barocchismi ieri e oggi’ presentazione di Gonzalo Alvares Garcia – riferimenti a grandi pensatori dell ‘600. G.Bruno, T.Campanella, G.Galilei. Analogie con la sociata’ contemporanea.

‘Dalla terra dei Malavoglia’, presentazione di Salvatore Maugeri – torna utile far notare come nella pittura di Micalizzi abbia acquistato sempre un ruolo di maggior peso la dimensione visionaria. Da questo clima sono prodotte le visioni dell’interno della Sicilia e della Costa dei Ciclopi consagrate dall’arte somma di Giovanni Verga dei ‘Malavoglia’ e delle novelle rustichane.

‘Io, Ibn-Hamdis’ presentazione di Giorgio Seveso – la Sicilia mussulmana e araba. Riferimenti ad eventi contemporanei.

‘Il mito e l’opera’ presentazione di Giorgio Seveso – ancora su Ibn-Hamdis e sul ‘ Miracolo facile’. Si ironizza sui notabili della politica e del dogma ecclesiale.

‘Colori e segni del divenire’ presentazione di Rossana Bossaglia – Ricordi dell’ infanzia e tragici messaggi – ‘ Tornono i corsi e ricorsi della storia di G. Vico.

‘La memoria e il tempo’ presentazione di Mario De Micheli, F. Grasso, M.E. Licari – Attraverso il recupero della cultura popolare dell’‘Opera dei Pupi’, intrecci, amori, imprese, ideali tra cristiani e pagani sullo scenario di eventi attuali. In questi ultimi lavori (oltre 60 opere in tre anni) prendendo a pretesto l’epopea Garibaldina, Micalizzi affonda ancora una volta il coltello nelle piaghe del mondo contemporaneo.

‘Da Garibaldi a Garibaldi’ presentazione di Rossana Bossaglia – nella tavolozza prevale il colore rosso che e certo il colore rivoluzionario ma e insiema fiamma e sangue. Personaggi simbolici come Garibaldi, Gandhi, Che Guevara si pongono in primo piano su sfondi che ne indicano sommariamente la localizzazione storica e georafica, ma che sono costellati di simboli altamente e genericamente significativi.

Le sue esposizioni in spazi pubblici e privati iniziano dai primi anni cinquanta con presenze prestigiose ad eventi d’arte di risonanza non solo nazionale, con partecipazioni d’eccellenza alla Biennale di Venezia del 1982 con inseri-mento nell’Archivio Storico delle Arti Figurative e alla 54 Biennale di Venezia curate da Vittorio Sgarbi nel 2012 con allestimento presso Palazzo delle Esposizioni /Sala Nervi / di Torino.

Demotitanomachia, 1997, acrilico su tela, 100cm x 120cm.

Su invito di Vittorio Sgarbi, l’artista Carmelo Micalizzi ha partecipato con due opera concesse dalla Galleria Ciovasso di Milano alla 54a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia tenutasi al Palazzo delle Esposizione, Sala Nervi, a Torino. La documentazione dell’ evento e’ riportata nel testo curato da Vittorio Sgarbi: Lo Stato dell’Arte edito dal Ministero dei Beni Culturali.

Uzeda e Ferrau, 1997, olio su tela, 100cm x 100cm.

La sua pittura abbraccia periodi e  soggetti differenti, in particolare ; fino alla fine degli anni sessanta si dedica a una figurazione di tipo neorealistica (marine, paesaggi, figure e nature morte). Gli anni settanta, invece, sono gli anni dedicati a un realismo esistenziale permeato da temi politici e sociali ispirati all’epoca barocca e alla controriforma . Dagli anni ottanta, racconta  e approfondisce attraverso temi ciclici, aspetti  ancestrali con riferimenti contemporanei.

Le sue opere si trovano in musei ed in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.

Attualmente vive e lavora nel suo studio di via Vito Marino in Catania.